 Oggetto catalogo, 1999 200 esemplari numerati, cm. 12 x 8 x 5
 It from bit, 1999 particolare dell'installazione
|
In occasione della mostra Guanxi allo Studio Leonardi V Idea di Genova Giovanna Salis e Massimo Vitangeli avviano una ricerca che vede intrecciarsi le loro individuali esperienze artistiche. Il titolo stesso, "legàmi" in lingua cinese, rimanda a questa intenzione, oltre che al più ampio progetto di lavorare sull'appropriazione di idee, materiali, elementi di culture diverse, per creare tra di essi un sistema di relazioni che segue un andamento ed uno sviluppo di tipo organico, come se chimicamente si evolvessero tutte le mutazioni che concernono ognuno dei particolari in relazione agli altri: per esempio le forme ovali del lavoro Le tombe del tempo, che propongono, nascoste all'interno di ovali simili, ma diversi per differente rapporto con il senso di gravità, rappresentazioni di mondi anch'essi difficili da distinguere perfettamente; o l'icona ripresa da una cultura lontana del lavoro It from bit, che apre una serie di domande da lasciare aperte intorno al continuo abbassamento della soglia della complessità e della diversificazione della realtà. Vero soggetto delle opere è spesso un'idea di soglia, di limite, di area virtuale entro cui accadono degli eventi relazionali, attivando forme di coniugazioni e mutazioni prodotte all'interno dell'esperienza artistica. Anche il catalogo non offre una fruizione immediata e meramente comunicativa, poiché è un cofanetto in cui è contenuto un piccolo atlante, il punto che collega la sfera fisica a quella mentale, la prima vertebra su cui poggia il cranio. Il testo è nascosto in una piega del coperchio e si srotola come una carta antica. Anche nel catalogo è presente un elemento ricorrente nel lavoro: quello dell'ambiguità dei materiali, che sottolineano lo spostamento della percezione dall'oggetto all'atto fruitivo e alle domande che l'opera ogni volta intende porre sulla conoscenza della realtà. Il materiale del cofanetto sembra infatti molto prezioso ma è in realtà plastica e il suo peso rimanda ad un contenuto diverso dalla leggera vertebra.
Ancora a sottolineare la mostra stessa quale luogo di relazionalità, vi trova spazio anche la presentazione di un CD Rom realizzato dall'incontro di Massimo Vitangeli, Edoardo Sanguineti e Stefano Scodanibbio, dal titolo Postkarten. L'artista ha realizzato la copertina del CD con un intervento tutt'altro che grafico, ma utilizzando piuttosto un'immagine fotografica appartenente ad un archivio mai presentato di ciba di grandi dimensioni risalenti agli anni '70. L'idea espressa dall'immagine è quella del doppio, che si relaziona alla medesima poetica presente nella ricerca di Sanguineti. Il testo musicato da Scodanibbio è anch'esso un diario "segreto", la lettura di un diario di viaggio di Sanguineti.
|