TITOLO
rivista scientifico-culturale d'arte contemporaneaanno X - n. 29 - primavera/estate 1999

I Vecchi Molini di Portogruaro
di Diego Collovini
Opus 2911a
L. Fontana, Concetto spaziale, 1965
olio su tela, cm. 65 x 56

Opus 2911b
R. Crippa, Storia dell'atomo, 1951
tecnica mista, cm. 93 x 100

Opus 2911c
E. Scanavino, Vetrerete, 1958
olio su tela, cm. 110 x 140

Opus 2911d
Veduta della sede della Galleria
Comunale d'Arte Moderna "I Molini"
Portogruaro (VE)
(foto: Agenzia Il Tramite)

La galleria d'Arte Contemporanea di Portogruaro ha origini nell'immediato dopoguerra grazie all'interesse di alcuni cittadini, tra i quali un amico di molti giovani artisti di allora, Sinclair Ravazzolo. Il suo interesse per la pittura - oltreché personale - ha avuto un intento divulgativo con lo scopo di mettere in evidenza come, in quegli anni difficili, la pittura e l'arte tutta avesse trovato nuove ispirazioni e nuove motivazioni per rinnovarsi. Nel vicino Friuli, grazie alla forte personalità poetica di Pasolini, di Bartolini, ha trovato origine e concretezza, non solo letteraria, il "realismo friulano". In pittura, De Rocco, Zigaina ed altri hanno approfondito i temi realistici e popolari. Anche a Portogruaro sono quindi giunti gli echi di questo movimento. Gli artisti, che man mano venivano ospitati nel suggestivo spazio ricavato in due molini duecenteschi, hanno via via trovato consenso anche a livello nazionale. Ciò, nel tempo, ha permesso che la galleria trovasse una sua dimensione ed una sua notorietà, tanto che nel 1956 nacque ufficialmente come Galleria Comunale d'Arte Contemporanea.

Ma l'impegno non si è limitato solamente alla semplice esposizione di personali o collettive di artisti, tra i quali vale la pena citare: De Pisis, Carena, Guttuso, Saetti, Guidi, Afro, Vedova, Springolo, ecc. Per avvicinare i giovani al mondo dell'arte, vennero istituite prima l'ex tempore di pittura - allora di moda, almeno fino agli anni Settanta - poi la Biennale d'arte Grafica del Triveneto. Questa manifestazione durò quasi un decennio, e vide la partecipazione di tutti i più importanti artisti italiani e della vicina Jugoslavia; a queste esposizioni parteciparono Semeghini, Van Rossen, Zwiers, Jakac, Sassu, Carà, Tramontin e molti altri. La giuria allora era formata dai nomi più importanti della critica veneziana come Perocco, Comisso, Benetton, Manzano, Delogu, Pascutto, ecc.

Poi come tutte le cose anche la galleria ebbe un momento di oblio che coincise con il decadimento strutturale della sede espositiva. Dopo più di un decennio di lavori, nel 1993 grazie alla tenace volontà del giovane Andrea Martella, Assessore alla cultura, la galleria ebbe un suo statuto e un suo direttore nella persona di Giancarlo Pauletto. Sotto la sua direzione lo spazio espositivo divenne ambito da molti artisti. Furono realizzate circa trenta mostre, tra le quali ricordiamo una molto singolare sui disegni di Pier Paolo Pasolini, la ricostruzione del Realismo Friulano, Zigaina, De Rocco, Culos, ecc. Ma anche di Piero Dorazio e il cinquantenario - I'unico - di Forma 1. Non va certo dimenticata anche la partecipazione di molti giovani che operano nel campo della pura pittura; significativa è stata la mostra Fermare lo sguardo curata da Cerritelli, con Negri, Costantini, Cascio ed altri.

Dopo quattro anni, periodo nel quale si è indagato nel mondo dell'arte veneto-friulana, con la mia direzione, si è intrapresa una via più ampia, ricercando, nella stessa storia della galleria, un percorso che ricostruisse le più complesse vicende del mondo dell'arte non solo legate al Triveneto - come nel caso di Brand, Zotti, Sonego, del Giudice, Sgubin, Sartorelli, Finzi, Viola, Pope, Garbellotto, Tramontin, ecc. - ma che indagasse anche nel mondo della pittura nazionale, com'è accaduto per la romana Eva Fisher.

Nel 1998 grande riscontro hanno avuto le mostre sulla geometria (Alviani, Colò, Bottecchia, Ciussi, Pope, Gard, Finzi), gli Spazialisti, con opere di Tancredi, Crippa, Deluigi, Morandis, Scanavino, Bacci, Fontana, Guidi. Si è celebrato il trentennale della morte e, in anticipo, il centenario della nascita di uno dei più grandi artisti italiani: Lucio Fontana. Una trentina di Concetti Spaziali dalla fine degli anni Quaranta all'anno della morte. Ottanta invece sono state le foto della fotografa Tina Modotti. Quest'anno si stanno realizzando alcune manifestazioni di un certo interesse storico. Sono presenti, con personali, alcuni dei più significativi protagonisti dell'arte di questo secondo dopoguerra: Emilio Vedova, Enrico Castellani, Bonalumi, lo scultore Alberto Viani.

Ma l'intento programmatico di quest'affascinante e avvincente spazio, pur nella limitatezza del numero delle manifestazioni ha tutta l'intenzione di essere un luogo all'interno del quale l'arte possa riconoscersi e creare le condizioni affinché vengano registrati gli stimoli e le sensazioni del cambiamento, nonché le diverse direzioni della ricerca artistica, e dare un apprezzabile contributo al dibattito sull'arte contemporanea.


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