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| rivista scientifico-culturale d'arte contemporanea | anno X - n. 29 - primavera/estate 1999 |
| Editoriale
di Giorgio Bonomi | ||
Ci è capitato di vedere a poca distanza di tempo due mostre: Rothko a Parigi e Rosso vivo al PAC di Milano. La prima è una mostra straordinaria, per quantità e qualità di opere esposte, di un artista straordinario, uno dei pochi il cui rigore etico ed estetico delle opere produce nello spettatore un'emozione intensissima; la seconda, molto pubblicizzata e pare molto visitata da adolescenti in cerca di sensazioni, è stata una brutta mostra, con molte opere mediocri, anche di artisti interessanti, sulla cui provenienza molto ci sarebbe da dire, con un'idea di fondo, quella del "sangue come sugo dell'arte", che non scandalizza né provoca ma soltanto annoia, e poi, quando il sangue - quello vero - scorre copioso a pochi chilometri da noi, irrita. Ci ha alzato il morale la visita alla mostra di Kiefer alla GAM di Bologna. Una mostra, come è rarissimo vedere in Italia a livello di quelle di Parigi, Londra, o New York. Kiefer, che ci sembra essere uno dei più grandi artisti viventi, ha allestito una mostra grandiosa sia per le misure delle opere e per la loro quantità, sia per l'intensità emotiva di cui le sue opere sono cariche. La GAM di Bologna è diventata il punto di riferimento in Italia perché sa coniugare le grandi mostre internazionali con rassegne - senza ipocrite vergogne - di arte italiana recente (e non solo di quella di moda); con la presentazione di giovani artisti; con un laboratorio didattico vivo ed aggiornato, e, infine, con una conservazione del patrimonio intelligente e ben esposto. Gli altri musei italiani o spacchettano opere provenienti d'oltreoceano o vivacchiano senza rotta e senza obiettivi o si limitano a ripresentare artisti ultranoti o qualche amico del direttore o di qualche galleria importante. Andiamo avanti: negli ultimi anni abbiamo assistito ad un proliferare di libri sull'arte erotica, transgenica, pericolosa, sanguinolenta, mutante, postorganica, ecc. Libricini noiosi, privi di una struttura concettuale adeguata, epifenomeni di certe tendenze attuali di costume destinate a scomparire come è sempre capitato alle tendenze di costume (si pensi ai blousons noirs, ai teddy boys, ai beats, ai punk, ecc.). Invece ci è arrivata una serie di libri dalla Spagna, editi dalla Generalitat Valenciana, che si distinguono per qualità grafica, per profondità di analisi, e, quindi, si propongono come strumenti utilissimi di studio e di approfondimento. I temi attuali, quali quelli del rapporto tra arte e sessualità, tra arte e natura, tra arte e omosessualità, femminismo, diversità, vengono analizzati da critici, artisti, filosofi: sarebbe utile che qualche casa editrice italiana li traducesse. Qui di seguito elenchiamo i titoli dei volumi finora usciti: 1) David Pérez (coord.), Femenino, Plural: Reflexiones desde la diversidad; 2) José Miguel G. Cortés, EI Cuerpo Mutilado: La Angustia de Muerte; 3) José Vincente Selma, Imágenes de Naufragio: Nostalgia y Mutaciones de lo Sublime Romántico; 4) David Pérez (coord.), De Arte Impuro. Entre lo público y lo privado; 5) Juan Vincente Aliaga, Bajo ventre. Representaciones de la sexualidad en la cultura y el arte contemporáneos; 6) José Albelda/José Saborit, La construcción de la naturaleza. | ||
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