TITOLO
rivista scientifico-culturale d'arte contemporaneaanno IX - n. 28 - inverno 1998/99

Appunti sul progetto "Intrecci di Linguaggi"
di Peter Assmann
Opus 2814a

Opus 2814b
Alcune opere realizzate
nell'incontro di Schön (Austria)

Non è soltanto da quando il filosofo-antropologo Claude LeviStrauss ha scritto i suoi famosi concetti sulla diversità culturale che questa diversità è da considerare tra i più importanti valori della cultura umana. La diversità porta con sé la sapienza della molteplicità, soprattutto una molteplicità di linguaggi umani, una molteplicità della potenza spirituale e intellettuale tale da poter costruire sempre più nuove concezioni del mondo, allargare queste concezioni, collegarle, "intrecciarle" e così ampliare la ricchezza culturale dell'uomo. Tutto questo si riferisce alla quasi permanente volontà umana di scoprire e conoscere quello che si presenta davanti a lui come entità del mondo. La base più importante per poter scoprire tutto questo è stata sempre la tolleranza: essa impedisce il fermarsi a certi limiti, impedisce il rinchiudersi, il non prolungare la possibilità di scoprire, impedisce anche la paura davanti al diverso. Quella che è stata sempre più vicino alla tolleranza è l'arte come aspetto centrale dello spirito umano, essendo da sempre orientata verso la scoperta di un "nuovo mondo", da sempre l'arte si dedica alla scoperta del "nuovo", alla scoperta di un ponte che metta insieme il vecchio già conosciuto con le irritanti forme del nuovo, ma specialmente sull'aspetto di una nuova lingua. Un gruppo di artisti internazionali, dotati di queste possibilità speciali dell'arte, hanno provato la scorsa estate ad avvicinarsi di più ad una lingua straniera molto singolare, il linguaggio di uomini che noi normalmente siamo abituati a chiamare in maniera molto generalizzata "handicappati mentali" o, un po' meglio, "disabili". Questi uomini particolari sono stati fino a non molto tempo fa oggetti di noia che sono stati rinchiusi, oppure mostri da mostrare nelle fiere. Solo la coscienza psicologica della fragilità dello spirito umano poteva far crescere piano piano nella società una più grande accettazione del fenomeno "disabilità". Solo di recente sono stati fatti i primi passi nella direzione di accettazione di una diversità umana, primi passi che si limitano ai basilari doveri umani e non vanno verso la complicità dello spirito, verso la grande diversità delle nuove lingue di questi uomini "speciali". Il gruppo di artisti italiani, tedeschi e austriaci (Vito Vasta, Antonino Bove, Matilde Anversa, Robert Hammerstiel, Rudolf H. Wilkoff, Horst Jaritz, Heinz Janisch, Peter Assmann) si sono interessati alla conoscenza di questa diversità di linguaggi ed hanno organizzato, come negli anni precedenti, una settimana d'arte veramente speciale in un piccolo paese austriaco dal nome molto significativo, "Schön", che vuol dire "bello". Da subito tra gli artisti professionisti e questi uomini "speciali" si è sviluppato un dialogo artistico in un intreccio di linguaggi molto intenso e complesso che ha distinto questo simposio dagli altri progetti più o meno simili, poiché qui l'uomo disabile non è stato usato come fonte di ispirazione per il proprio lavoro artistico, bensì è stato invitato alla partecipazione e alla collaborazione, lasciando così, con grande rispetto, ad ognuno dei partner il proprio spazio libero. Il dialogo è stato tutto artistico poiché è l'arte che, insieme al rapporto umano, ha dato la possibilità di intrecciare lingue straniere e diverse. Tutti gli artisti partecipanti, aperti a questo processo di formazione di intreccio di lingue, hanno realizzato un rilevante numero di opere di gruppo, dove ognuno ha messo dentro le proprie possibilità ed esperienze artistiche. In questo fare comune sono state usate tecniche molto diverse che conducono comunque ad un significato d'immagine, così dalla pittura alla grafica, dalla possibilità della fotocopiatrice alla parola scritta. Le opere che sono state prodotte in questo simposio sono state trattate con il rispetto di un'operazione artistica molto complessa e non sono state fatte oggetto di analisi di una malattia. Gli artisti hanno dimostrato in questo progetto le loro capacità particolari di confrontarsi con nuove forme di comunicazione, con una nuova avventura dello spirito umano, e contribuiscono alla speranza di poterci avvicinare sempre più ad una utopia della vita senza limiti, pur sapendo che c'è davanti ancora una lunga via da percorrere.

Sommario Precedente | Successivo

© Edizioni Art Studiomail