TITOLO
rivista scientifico-culturale d'arte contemporaneaanno IX - n. 27 - autunno 1998

Nel segno di Beuys
di Lucrezia De Domizio Durini
Opus 2709a
Joseph Beuys
il 13 maggio a Bolognano (PE)
foto archivio De Domizio Durini

Opus 2709b
Incontro con Beuys
Bolognano (PE)
foto Buby Durini

Opus 2709c
Joseph Beuys
Difesa della natura (video)

In Italia in questi ultimi tempi, si susseguono informazioni su Joseph Beuys; esse avvengono attraverso giornali e riviste quasi esclusivamente in funzione del mercato e dell'alto prezzo delle opere (oggetti della vita quotidiana, slitta, vestito in feltro, vino) che le aste di Londra o di New York portano sulla scena del business mondiale.

Ma molti in realtà si chiedono: "Chi è Joseph Beuys?".

Un artista stravagante dal cappello di feltro? Un poeta amante della natura? Un filosofo predicatore? Era innanzitutto un uomo che amava gli uomini e la natura in cui gli stessi vivono. Non ha inventato nessun metodo, ma ha dedicato con generosa umanità l'intera esistenza alla ricerca dei metodi esistenti. La crisi dell'uomo contemporaneo, la perdita di identità, sono le motivazioni essenziali che hanno impegnato tutta la vita delI'uomo e dell'artista Joseph Beuys.

Egli ricercava attraverso la realtà una via di accesso alla verità, che non è nel trovarla in una invenzione del sistema in cui viviamo, ma esiste già nel mondo; I'uomo non deve fare altro che riscoprirla, attraverso se stesso, nella natura. Quindi l'uomo e la natura, con l'animo riconciliato, costruiranno un mondo vero. Questo è il concetto del pensiero beuysiano. L'uomo è al centro del lavoro dell'artista. Il concetto di creatività è per Beuys strettamente legato alla natura di tutti gli uomini e da esso non può inoltre essere disgiunta in alcun modo una profonda connotazione di libertà.

"Ogni uomo è un artista", dice Beuys. Questo slogan viene spesso maliziosamente interpretato. Non vuole affermare che ogni uomo è pittore; il riferimento è alle qualità di cui ognuno può avvalersi nell'esercizio di una professione o mestiere, qualunque esso sia. Egli esprimeva questo concetto nella totalità del rispetto della creatività umana. Beuys si è occupato di politica, di economia, di religione, di agricoltura, di ecologia e di tutti quei problemi che coinvolgono quotidianamente l'individuo. Lo dobbiamo considerare come un diamante. Un diamante ha molte facce, ogni faccia rende visibili per trasparenza le altre, ma nel frattempo non si può non considerarne l'unità. Desiderava confrontarsi profondamente con le idee di alcuni personaggi della cultura del passato come Goethe, Steiner, Schelling, Novalis; ha sempre ritenuto che solo così si potessero elaborare punti di vista di concreta utilità all'uomo d'oggi. Amava anche confrontarsi con lo studente, il contadino, I'intellettuale... perché la comunicazione per Beuys è il valore fondamentale di qualsiasi rapporto sociale: riguarda tutti i campi della creatività.

Il raggiungimento della libertà, per l'uomo, per una nazione, per il mondo intero, deve procedere di pari passo con il raggiungimento della non violenza. La rivoluzione è dentro di noi. Nelle nostre idee risiede l'unica rivoluzione possibile: la rivoluzione siamo noi. Solo nel nostro comportamento vi è evoluzione. Beuys con la sua parola scolpiva, con il suo fare insegnava. Non esiste utopia, perché lui esercitava quella famosa utopia concreta comprensibile e accettata solo da coloro i quali sentono la necessità di rievocare una diversa modalità del sentire, del percepire, del conoscere e dell'agire.

La Scultura Sociale di Beuys è intesa come un processo permanente di continuo divenire dei legami ecologici, politici, economici, storici e culturali che determinano l'apparato sociale e solamente attraverso la Living Sculpture è possibile scardinare il miserabile sistema in cui l'uomo contemporaneo è incappato. In tutta la sua opera vi è una forte connotazione simbolica, che in parte va a riunirsi all'interesse scientifico in senso sperimentale e in parte confluisce nella zona intuitiva e creativa dell'uomo. Basterebbe soffermarsi sul suo abbigliamento: il cappello, segno sapienziale e iniziatico, il giubbotto da "pescatore di anime", che rimanda alla figura dello sciamano e del Cristo, il frammento di lepre sul petto, similitudine che fissa il principio del movimento e della metempsicosi. In questo senso simbolico i materiali che l'artista ha usato per le sue discussioni non hanno alcuna relazione con quelli usati dall'arte povera o dai minimalisti americani; essi oltrepassano il flusso dell'energia umana nel senso naturale e primitivo, il flusso della vita e della morte, dell'uomo e della società dell'arte.

Si comprende quindi come l'arte per Beuys fosse tutt'uno con la vita. Questo significa Arte Antropologica. Questo concetto divide la nuova arte da quella tradizionale, divide il passato dal presente che vuole guardare al futuro. L'arte di Beuys sarà attuale finché l'uomo sarà attuale.


E' recentemente uscito: Joseph Beuys - Difesa della Natura
Video a cura di Lucrezia De Domizio Durini
Regia di Marco Agostinelli
Musiche di Emanuel Dimas de Melo Pimenta

Sommario Precedente | Successivo

© Edizioni Art Studiomail