TITOLO
rivista scientifico-culturale d'arte contemporaneaanno IX - n. 26 - primavera/estate 1998

Il nuovo Premio Koinè/Seat. Un riconoscimento per il "sistema dell'arte"
di Daniela Bigi
Opus 2613a
Sol Lewitt, Pyramid, 1986
medium density, 200 x 100 x 100

Opus 2613b
Jaume Plensa, Rumore, 1987
gongs, ø 200 x 100 x 100

E' noto che l'idea di premio, dell'attribuzione di un riconoscimento, ha accompagnato lo sviluppo liberale dell'arte in Europa, seguendo il passaggio dalla produzione per la committenza al libero mercato. Negli ultimi due secoli si è così determinata una significativa tradizione di premi, dal celeberrimo Prix de Rome ai tanti riconoscimenti assegnati agli artisti da istituzioni pubbliche e private.

Volendo scrivere una storia dei premi ci si ritroverebbe a seguire l'evolversi della pratica artistica moderna: si tratterebbe di un'ottica parziale, naturalmente, che permetterebbe però di ricostruire contesti e vicende utili alla comprensione di determinate congiunture storiche, dal momento che la consegna di un premio implica necessariamente un sistema di riferimento. Pensiamo per esempio al particolare significato che assunsero, nel difficile contesto storico del Ventennio, il Premio Cremona e il Premio Bergamo, che rispecchiavano due diverse anime della cultura fascista, oppure invece alla messa in discussione dell'idea di premio avvenuta nel clima di contestazione del Sessantotto.

L'istituzione, sul finire del secolo, del Premio Koinè/Seat per l'arte offre un'occasione per riflettere sul significato che tale genere di iniziative ha assunto nel moderno sistema dell'arte. Koinè, infatti, con la sua particolare struttura - che oltre ai più tradizionali riconoscimenti alla carriera e ad un giovane artista ormai affermato a livello internazionale, ha previsto per questa prima edizione '98 anche un premio per l'allestimento ed uno per la comunicazione, e per il futuro ha in cantiere altre sezioni come il collezionismo, l'editoria d'arte, la critica, il giornalismo - si fa specchio del nostro tempo, un tempo in cui alla pratica dell'arte si è andata via via affiancando, come presenza insostituibile, quella di un sistema complesso che non è più soltanto quello di artista, gallerista e collezionista, ma che chiama in causa una serie di altri componenti, dai critici alle istituzioni museali, dall'editoria di settore ai sistemi espositivi, dagli allestimenti di mostre ai messaggi pubblicitari, dalle fondazioni alle associazioni di gallerie, agli sponsor e via dicendo.

Il Premio prende in considerazione dunque proprio questo sistema ampliato e rinnovato, con l'obiettivo di indagare e segnalare tutto quello che ruota intorno all'arte e che ne permette la diffusione e lo sviluppo, di vedere riconosciuti, cioè, quegli aspetti che fino a non molto tempo fa venivano considerati secondari e che invece nell'attuale realtà del "villaggio globale" hanno assunto ormai un ruolo determinante.

La prima edizione del Koinè vede vincitori per la "carriera" Sol LeWitt, per i "nuovi protagonisti" Jaume Plensa, per l"'allestimento" il Centre Pompidou per la mostra di Luciano Fabro del 1996-97 ex aequo con il Palazzo Reale di Milano per l'esposizione dedicata a Piero Manzoni della scorsa estate, e infine, per la "comunicazione", il MART di Trento per la campagna pubblicitaria realizzata per la mostra Trash. Quando i rifiuti diventano arte. A ciascun vincitore verrà dedicata una mostra al Palazzo Forti di Verona durante l'estate, e sarà in occasione dell'inaugurazione che verranno consegnati i riconoscimenti e insieme anche i due premi-acquisto per Sol LeWitt e Plensa. Ad aggiudicare i premi è stata eletta una giuria - composta da Renato Barilli, Giorgio Cortenova (presidente), Dario Diaz, Helmut Friedel, Roberto Lambarelli (segretario), Franco Purini, Philip Rylands, Toni Stooss - che ha individuato i vincitori all'interno di una rosa di nomi segnalata da un gruppo internazionale di Informatori, scelti anch'essi tra i diversi settori del mondo artistico: direttori di museo, critici, giornalisti, galleristi, professori universitari, pubblicitari, ecc. Per questa prima edizione il gruppo degli Informatori ha visto la presenza di Pierre Casé, Sergio Casoli, Bruno Corà, Vittorio Fagone, Karsten Greve, Lòrànd Hegyi, Jan Hoet, Lorenzo Marini, Pierre Restany, Fabio Sargentini, Anne-Marie Sauzeau, Toni Toniato, Angela Vettese e Peter Weiermair.

Il mondo dell'arte, dunque, che riflette sul mondo dell'arte.


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