TITOLO
rivista scientifico-culturale d'arte contemporaneaanno IX - n. 26 - primavera/estate 1998

La Stone-Art di Angelo Aligia
di Patrizia Ferri
Opus 2608a
Cono, 1997
pietra a secco, ø 120 x 210

Opus 2608b
Cubo, 1997
pietra a secco,
cm. 120 x 120 x 120
sullo sfondo: Cono

Che negli ultimi lavori di Angelo Aligia ci sia un che di molto simile all'espressività cruda dei cosiddetti "pebble drawings", i disegni primordiali eseguiti sul suolo con allineamenti di ciottoli, è incontestabile, insieme anche al fatto che l'idea di primitivo e ancestrale abbia ispirato, e continui a farlo, una certa linea della ricerca moderna e contemporanea da Picasso a Brancusi, fino a Kapoor, alcune declinazioni di Land art, Arte povera e dintorni.

La pietra che l'artista sceglie, preleva e ricontestualizza è un elemento emblematico della sfida al passaggio del tempo, una sfida muta ed eterna alla precarietà e alla caducità: proprio attraverso essa come una sorta di anima nuda, una verità ricondotta all'osso, iniziò la conquista dello spazio sulla base del principio dell'esistenza, mediante un gesto umano primordiale che la collocava nel luogo decretando così anche il primo concetto di limite.

Aligia è consapevole che la pratica di immersione e scavo alla ricerca delle origini, significa sostanzialmente riscoprire e concorrere a ripristinare le funzioni vitali dell'esistenza collettiva. Una concettualità dunque come fattore biologico, espressa in opere severe e autentiche, di respiro ambientale, muri, sentieri, architetture arcaiche semplici e impenetrabili, immediate e misteriose, in cui il riferimento all'arte preistorica agisce come catalizzatore per la riscoperta della nostra storia, di parti del patrimonio visuale universale e di come queste agiscano all'interno dell'attuale sistema di comunicazione in senso esteso. In altri termini, attraverso il recupero di un linguaggio originario in gran parte rimosso che conserva saldamente i propri paradigmi basilari, avviene la presa di coscienza delle origini planetarie della nostra cultura, dei meccanismi profondi di alcuni processi fondamentali, parti di un'eredità derivante dal complesso cognitivo dell'umanità. La molteplicità di espressione universale a cui si sta ritornando con il concetto di villaggio globale, ipotesi di cui l'arte, per certi versi e in modi differenti, si è spesso fatta portatrice.


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