TITOLO
rivista scientifico-culturale d'arte contemporaneaanno IX - n. 26 - primavera/estate 1998

Aroldo Marinai
di Fiammetta Strigoli
Opus 2606a
Formiddio, 1994
tecnica mista su carta fotografica,
resine su legno, cm. 163 x 150

Opus 2606b
Pelagica II, 1997
fotografia, olii e resine su legno
(particolare)

"Quando il saggio indica la luna,
approfittane per guardargli il dito"

In occasione dell'ultima personale alla galleria La Corte di Firenze, Aroldo Marinai ha realizzato un'opera dal titolo A repentaglio che riprodotta tipograficamente, in diversi esemplari, ha tutte le caratteristiche di un libro.

Come recita l'incipit "Questo è un libro sulla perdita dell'orientamento e sulle sorprese dell'amicizia. E sulle immagini. E sulle parole (...)", infatti, a lato di alcune immagini che riproducono i lavori d'arte, vi sono parole che risultano degli aforismi, frutto di riflessioni dell'artista sulle cose degli uomini e del mondo.

Considerazioni importanti che aprono al pensiero di Marinai, alla sua poetica, poiché indirettamente concorrono al disvelarsi di ciò che è trattenuto sulla superficie delle opere. Opere alle quali egli impone titoli che da sempre dimostrano avere un carattere proprio, perché assai distanti dal comunicare estetico di ognuna di esse, scelti al limite dell'imprevedibile, come ad esempio Abito Vano Costa Caro, Strafinefatta o Formiddio, dando cittadinanza più ai suoni delle parole che non alle parole stesse.

Tutto ha inizio con una fotografia che non ha una storia nel vissuto dell'artista, è scelta casualmente, fra tante trovate e raccolte, Marinai se ne appropria, operandovi tutte quelle trasformazioni, nel senso della dimensione e delle scelte cromatiche, che sono possibili con una laser copy. La nuova superficie è pronta per accogliere il gesto pittorico con il quale l'artista costruisce un tracciato, formato da linee e punti, che non sempre ha la stessa consistenza di segno e di colore. Si tratta tuttavia di un risultato intermedio, il passaggio ulteriore vede realizzata un'immagine fotografica proporzionalmente assai più grande, e quindi più aggressiva, che in ultimo è fissata per sempre in uno strato di resina.

Mutuando dal gergo di coloro che operano nella computer grafica, le opere di Marinai appaiono come se in esse permanessero due livelli di lavoro, virtualmente sovrapposti fra loro, ma ancora non uniti, dove nel primo è leggibile la riproduzione fotografica che racconta di un attimo, quello che è bastato a fissare (o a rubare) una porzione di mondo, e nell'altro, il secondo livello, vive il tracciato - risultato dell'intervento pittorico - che appare come sospeso nello spazio della superficie dell'opera.

Il tracciato allude all'attuarsi di uno spazio che vive all'interno e all'esterno del suo limite, tanto che alla fissità della fotografia si contrappone ed entra in gioco l'azione dei pieni e dei vuoti, il cui profilo è segnato dalle linee e dai punti. E tutto sta proprio in questo intervento che, seppur mediato dai processi tecnologici, mantiene e trasmette tutta l'energia di un fare primario: lasciare la traccia del proprio passaggio nel mondo, come frutto dell'obbedienza umana alle proprie pulsioni. Una traccia unica, la traccia di un uomo cosciente di sé e del disagio esistenziale che tale presa di coscienza implica. E Marinai dimostra di voler rafforzare questo pensiero quando scrive: "Perché non sussistano dubbi: comunque io muoia, voglio che si sappia che si è trattato di suicidio, assolutamente".

Certamente nella frase si avverte una forte carica ironica, la stessa che sostiene l'artista nella volontà di mantenere una certa distanza dalla propria arte, non perché vi siano incertezze sul proprio fare, piuttosto per evitare i pericoli del prendersi troppo sul serio, o meglio, di prendere l'arte troppo sul serio, come anche la vita stessa. Forse Marinai sta percorrendo una via al fine di mantenere costante l'equilibrio tra pulsione creativa e pensiero razionale - e questa potrebbe anche essere una valida risposta al perché del suo costruire lavori che sono il risultato di interventi così diversi e in gran parte indiretti.


Sommario Precedente | Successivo

© Edizioni Art Studiomail