TITOLO
rivista scientifico-culturale d'arte contemporaneaanno VIII - n. 24 - autunno 1997

Fukushi Ito
di Giorgio Bonomi
Opus 2413a
Veduta parziale della mostra
alla Galleria Niccoli di Parma
Gli artisti giapponesi contemporanei presentano sempre lavori di grande fascino, anche perché riescono a coniugare la loro tradizione di pensiero (Zen) con le conquiste più avanzate del pensiero razionale occidentale.

Fukushi Ito - i cui lavori recenti sono esposti alla Galleria Niccoli di Parma, con presentazione di Dieter Ronte - offre un esempio lampante di quanto affermato. Ai materiali tradizionali, quali la pittura e il collage, unisce tecnologie moderne, la luce dei neon; la composizione dell'installazione che risente di quell'armonia tipica giapponese, come per esempio nelle costruzioni dei giardini o nelle composizioni floreali, assume valenze tutt'affatto moderne e metropolitane in virtù della luce che provoca vivaci iridescenze. Se la geometria, rigorosa e semplice, è la cornice mentale che permette la concretizzazione dell'opera, cioè la costruzione di uno spazio dentro uno spazio dato, la luce con la sua energia corpuscolare e vettoriale sta a indicare come il tempo sia indissolubilmente legato allo spazio, secondo le epistemologie contemporanee.

Se è vero che l'arte, oltre a mettere in moto la riflessione concettuale dello spettatore, deve pure gratificare, per così dire, l'occhio, le opere di Fukushi Ito ben rispondono a questo assunto: armonia, creazione di un'atmosfera soprannaturale, senso di calma sacrale sono sensazioni che avvolgono chi le guarda.

Avviene, nell'osservare le opere dell'artista, quel processo emozionale che spesso si mette in moto di fronte alle realizzazioni artistiche giapponesi: data la differenza strutturale tra gli apparati e i fondamenti culturali dell'Occidente e dell'Oriente, questi ultimi travalicano l'alterità e colpiscono nel profondo l'occidentale in quanto vi ritrova aspetti fondamentali del suo stesso essere. Questo non solo e non tanto perché c'è stata una convergenza storica di due culture partite da situazioni diverse, quanto piuttosto perché si ritrovano ad avere correlazioni e affinità proprio dal fondamento iniziale. Ciò spiega perché l'arte giapponese contemporanea abbia avuto tanta influenza su quella occidentale a differenza, per esempio, di quella cinese o cambogiana.

Le opere di Fukushi Ito offrono l'occasione di un costruttivo confronto e di un dialogo in cui le differenze non sono elemento di contraddizione bensì di unità tra diversi, che è il solo modo per lo sviluppo dell'uomo, fine cui l'arte, per non essere sterile gioco, deve sempre avere.


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