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| rivista scientifico-culturale d'arte contemporanea | anno VIII - n. 24 - autunno 1997 |
| Ottavio Giacomazzi
di Veronica Ajò | ||
L'uomo è infatti anche il suo passato, poiché la sua coscienza è stratificata: è il "sedimento" di tutte le esperienze della vita che si sintetizzano in un "tutto" come altrettanti strati di carta giapponese sovrapposti, formanti nei suoi quadri un'unica superficie che diventa il "luogo delle idee". L'itinerario esplorativo dell'artista tende a penetrare la materia del reale, a far risalire il profondo a galla; ciò è reso possibile dal mirabile effetto di trasparenza di questi impalpabili velami misteriosi a volte soggetti a delle sottili ferite che fanno risaltare in maniera suggestiva il colore dell'ultimo foglio e ci introducono sistematicamente in un altro luogo, dandoci il senso della profondità. Il molteplice si risolve dialetticamente nell'uno. La realtà viene evocata nella sua totalità organica e inorganica, e le cose, che esistono solo nel sentimento e nella memoria, diventano graficamente determinabili: il paesaggio naturale del Lago di Garda diventa un Luogo dell'anima dominato da una luce che non esiste, una luce lunare che trasforma le montagne in pezza, la caverna in un taglio verticale che fa scoprire le azzurrità profonde delle acque. La pittura di Giacomazzi non narra ma si immerge direttamente nel colore e nella materia, pertanto l'immagine non può conoscere nessuna forma definitiva e si essenzializza tramite ombre, macchie, linee e tagli che sono i pensieri che fendono la carta, riassorbiti a loro volta da questa. Il linguaggio ermetico assume un aspetto fondamentale risolvendo in sé il valore più autentico dell'opera e diventando al tempo stesso strumento e soggetto, quale sismografo che registra sistematicamente le vibrazioni dell'esistenza contenendole però all'interno di un preciso rigore formale. La materia e il concetto, insomma, vivono in questi lavori, in perfetta simbiosi fino a fondersi in un'unica luce, cosicché lo stesso artista può affermare che: "Tutto è figura, forma, tutto è astratto, tutto è reale". | ||
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