Spoleto città d'arte
 
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Lex Spoletina
Lex Spoletina

L'impianto urbanistico di Spoleto (l'antica Spoletium), fortemente condizionato dalla particolarità del colle Sant'Elia sulle cui pendici la città sorge, pur risultando di chiara impronta medioevale, evidenzia la netta derivazione dal precedente "reticolato" romano. Questo si sviluppò attorno alla diramazione interna della via Flaminia, ed è particolarmente "leggibile e regolare" nella parte alta della città, ove era fissato il Pomerio (spazio sacro interno ed esterno alle mura), a partire dall'arco di Monterone, con il Cardine massimo (sud-nord) costituito dalle attuali via dell'Arco di Druso, piazza del Mercato (allora il Foro) e via dei Duchi, intersecato dal Decumano massimo (est-ovest): vie del Municipio, del Mercato e Plinio il Giovane. Il Cardine proseguiva irregolarmente nelle vie Fontesecca, Minervio, Salara Vecchia e Porta Fuga, tracciato al quale facevano capo, a spina di pesce, le vie provenienti dai vari terrazzamenti orizzontali del colle. Numerose ed importanti, anche se non sempre accessibili, le testimonianze di epoca romana.

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