Spoleto città d'arte
 
La città
line La Rocca
line Il Ponte delle Torri
line Piazza del Mercato
line Palazzo del Comune
line Piazza del Duomo
line Piazza della Signoria
line Piazza Pianciani
line Corso Mazzini
line Piazza della Libertà
line Viale Giacomo Matteotti
 
Spoletium
Le chiese
I dintorni
Cenni storici
Manifestazioni
Informazioni
line Piazza Luigi Pianciani

Piazza Luigi Pianciani (e dintorni). Da via del Duomo al termine della salita di via Filitteria - Traversa nazionale), sulla sinistra, dopo il Palazzo Zacchei-Travaglini e via Tobagi. Dedicata all'illustre patriota spoletino, la piazza, come l'omonimo Palazzo di famiglia che la chiude a destra, risale al XVIII secolo. La doppia scalinata con balaustra, di fondo, fu edificata nel 1923 dall'architetto Tarchi; la abbellisce l'elegante cavalcavia rinascimentale del Palazzo Leoncilli che segna l'uscita di via di Fontesecca. Dalla parte opposta, piazza Mentana sulla quale si affaccia la chiesa di San Filippo Neri e dalla quale, per una scalinata, si scende alla breve via Minervio al cui termine, voltando a destra ed un po' internata, si trova la chiesa dei Santi Giovanni e Paolo. A sinistra, invece, sul largo Beniamino Gigli, sorge il Teatro Nuovo. Costruito nel 1864 su progetto dell'Aleandri, ha un prospetto con portico (a grandi archi e nicchie ripetuti ai due livelli) ornato da stucchi, medaglioni e statue. L'interno, a ferro di cavallo con quattro ordini di palchi e galleria (550 posti), è elegantemente decorato. Il teatro è sede degli spettacoli della Stagione del Teatro Lirico Sperimentale e del Festival dei Due Mondi.

Teatro Nuovo

Percorrendo la discesa da via Minervio, dopo la scalinata con la scultura di Pietro Consagra, per le vie Salara Vecchia e di Porta Fuga (cenni storici), già romane,

Porta Fuga

si entra nel Borgo di San Gregorio, "Borgo", che si presenta con il maestoso palazzo Vigili (XV-XVI secolo) cui è inglobata la duecentesca Torre dell'olio, la più alta ed unica integra della città.

Torre dell'Olio

Corso Garibaldi, fiancheggiato da palazzetti e belle abitazioni del cinque-seicento, è la strada principale del Borgo che ebbe sempre quel forte carattere commerciale che tuttora mantiene. Particolare la zona delle vie del Macello Vecchio, dei Fornari, dei Focaroli, dei Tintori e piazza delle Erbe (che con una scalinata sale a via Cecili, di fronte allo slargo della Cinta muraria antica) sulla destra del Corso. Da ultimo, Piazza Garibaldi con la chiesa di San Gregorio Maggiore, a sinistra e, poco oltre a destra, nell'omonima via i resti dell'Anfiteatro romano. La Porta San Gregorio, detta anche Leonina da Leone XII della Genga che la fece modificare nel 1825, distrutta durante la guerra e ricostruita a tre fornici anziché ad uno, chiudeva il Borgo medioevale. Appena al di là del fornice di destra, in piazza della Vittoria, l'ingresso al Ponte Sanguinario.

© Edizioni Art Studiomail