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| Dante rivive in Umbria | Minosse tremendo |
Così discesi del cerchio primaio / giù nel secondo, che men luogo cinghia, / e tanto più dolor, che punge a guaio. / Stavvi Minòs orribilmente, e ringhia: / essamina le colpe nell'entrata; / giudica e manda secondo ch'avvinghia. (Inf., V 1-6) Dante aveva già trasformato Minosse, mitico re di Creta e figlio di Giove e d'Europa, in una potenza demoniaca caudata dai tratti mostruosi e grotteschi. Qui Gillessen prosegue nell'impiego della stessa poetica rielaboratrice già applicata sopra a Caronte. Minosse qui è enorme in proporzione con la sua funzione di massimo giudice che pontifica perentoriamente nel tribunale infernale. La tiara pontificale è una parodia di quanto avviene presso la Santa Sede ove la disgustosa mole carnosa di Monosse allude verosimilmente alla ricchezza oziosa del papato.
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Presentazione Dante perduto nella selva oscura (Inferno, I) Dante - seguace ed incarnato di Cristo (Inferno, I) L'arrivo di Caronte (Infaaerno, III) Il Nobile Castello del Limbo e il suo interno (Inferno, IV) Minosse tremendo (Inferno, V) I lussuriosi Guido Guinizelli e Arnaut Daniel (Purgatorio, XXVI) Anime del girone degli invidiosi (Purgatorio, XIII) Il cielo di Mercurio - gli spiriti operosi (Paradiso, V-VI) Invettiva di san Benedetto da Norcia (Paradiso, XXII) index | |
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