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Dante rivive in UmbriaIl Nobile Castello del Limbo...

L'intrinseca nobiltà d'intelletto degli abitanti del Limbo è drammaticamente raffigurata nello slancio ascensionale della città sì come nella scelta di soluzioni architettoniche bassomedioevali e rinascimentali di indiscutibile raffinatezza. Ed è proprio in questa scelta che Gillessen personalizza la propria arte. I nobili palazzi costituenti la città sono tutti umbri. Si noti che la torre più in alto è il campanile del Duomo di Spoleto, il battistero (!) accanto se ne sta invece a Foligno, il palazzo principale immediatamente sotto il campanile ricorda Palazzo Trinci anch'esso a Foligno, mentre questo e gli altri palazzi ricordano la fisionomia di Trevi. Ad un primo sguardo, questa Trevi, come fra l'altro tutta la fisonomia squisitamente umbra, poggia su una base simile a quella sotto la Basilica di san Francesco ad Assisi. Ciò indurrebbe a pensare, nella rielaborazione gillesseniana, ad una base francescana del nobile Castello dantesco, ovvero, il costello costruito su un novello Collis Inferni divenuto Paradisi 010 persino nel Limbo, in altre parole, il lume della ragione che trasforma un luogo di morte quasi in paradiso. Un esame più attento, però, non permette di ipotizzare che Gillessen si sia discostato così tanto dall'originaria concezione dantesca. 011 Al contrario, si ravvisano le mura del Vaticano e, quindi, tutta la provvidenzialità e la centralità di Roma nel disegno divino inerente alla redenzione dell'umanità attraverso una monarchia universale. Roma e la pax Romana prepararono sia la Venuta di Cristo che la istituzione della Chiesa di "quella Roma onde Cristo è romano". Il nobile castello non poteva che poggiare sulla grandezza di una Roma imperiale, filosofica e cristiana. 012

Tale città può esistere nel Limbo perché Dante non tollerava il pensiero secondo cui così tanti genii del passato, fra cui Omero, Orazio, Ovidio, Lucano, Elettra, Ettore, Enea, Cesare, ecc., per il fatto di esser morti prima dell'Avvento di Cristo, dovessero in qualche modo essere accomunati alle altre anime dannate a non poter mai salire il desioso monte del Purgatorio. Quello che li "salva", per così dire, è esattamente il loro intelletto superiore e magnanimità capace di costruire ed illuminare sì tanta città. Tuttavia, leggendo il canto sembra di cogliere un certo rammarico da parte di Dante il quale sa tristemente che per quanto ispirati gli spiriti magnanimi del passato, mancando il lume della Grazia, non vedranno mai il volto di Cristo. Chissà se Gillessen, per averci collocato un battistero umbro, non la pensi, qui come altrove, come il poeta fiorentino.

Attraverso la sublime tragedia del nobile castello, Gillessen ha voluto elogiare la terra che lo aveva adottato ma anche rendere la propria arte gnomica e didascalica. Rendendo geograficamente e psicologicamente più vicini a noi i palazzi della città, Gillessen ci avvicina "questi savi" dell'antichità, ma anche il problema di fondo, ovvero, la loro esclusione dalla vita beata. Nonostante questo gravoso limite, però, sono riusciti ad esternare la propria nobiltà facendo quanto di più nobile e divino vi fosse la qual cosa era, secondo Cicerone, fondare nuovi stati o conservare quelli già fondati. 013 Tenendo presente l'invito che Dante estende a tutti nel Convivio perché studino, vale a dire l'insistenza sul fatto che l'intelletto aiuta la fede quale via a più inanzi andare, 014 l'elogio qui assume contorni anche teologici o quanto meno protrettici. In altre parole, il nobile Castello "umbro" del Limbo vuole indurre chi lo contempla a studiare se non altro, almeno la filosofia e la poesia.


010Ad Assisi la costruzione della Basilica di san Francesco fece cambiare la denominazione del luogo. Vale a dire, laddove prima venivano gettati i corpi dei malefattori come da una rupe tarpea assisana, luogo chiamato collis inferni, sorse poi la basilica e il nuovo nome, collis paradisi. La tomba del santo rese quasi paradisiaco il luogo.
011Dante Alighieri, Divina CommediaPurg. 32.102 cf. Par. 31.31-40
012Per il nobile castello in questa luce, vedi Amilcare A. Iannucci "Forbidden Love: Metaphor and History" (Inferno 5) in Dante Contemporary Perspectives, a cura di A. Iannucci, University of Toronto Press, Toronto 1997, p. 99
013Cicerone, De re publica, I, 12: "Neque enim est ulla res, in qua proprius ad deorum numen virtus accedat humana, quam civitatis aut condere novas aut conservare iam conditas."
014Dante Alighieri, Convivio, III, VII 16

Il Nobile Castello del Limbo ...


... e il suo interno


... e il suo interno


Presentazione
Dante perduto nella selva oscura (Inferno, I)
Dante - seguace ed incarnato di Cristo (Inferno, I)
L'arrivo di Caronte (Inferno, III)
Il Nobile Castello del Limbo e il suo interno (Inferno, IV)
Minosse tremendo (Inferno, V)
I lussuriosi Guido Guinizelli e Arnaut Daniel (Purgatorio, XXVI)
Anime del girone degli invidiosi (Purgatorio, XIII)
Il cielo di Mercurio - gli spiriti operosi (Paradiso, V-VI)
Invettiva di san Benedetto da Norcia (Paradiso, XXII)
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