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Dante rivive in UmbriaPresentazione

Nel 1470, ad opera di un tedesco, Johann Raynard, Trevi divenne la sede della quinta tipografia in Italia. 001 L'intraprendente tedesco in questione strinse rapporti con certi cittadini illuminati sperando che costoro potessero fungere da mecenati. Gli sforzi lungimiranti ed iconoclastici di Raynard furono coronati con la costituzione della prima società tipografica al mondo. In concorrenza con la stamperia di Foligno, che s'industriava a produrre la prima copia a stampa della Comedia di Dante per l'expertise del tedesco Johann Neumeister 002 , la stamperia trevana, in piena coerenza con tutta la propria tradizione religioso-politica di natura francescana, produsse un incunabolo recante un'operetta in latino, il Perdono di Assisi. 003

A distanza di oltre mezzo millennio, Trevi riprende la concorrenza con Foligno e produce anch'essa una sua copia della Divina Commedia. E anche ora, come allora, gli sforzi immani sono stati compiuti in primis da un tedesco naturalizzato umbro, in questo caso, da Bernhard Gillessen. Poliedrico per formazione 004, l'iconoclasmo di Gillessen lo ha portato in tre lustri (1975 - 1990), da una torretta di guardia a Spoleto prima e da un sottotetto in Trevi poi, a dar vita ad oltre 700 opere raffiguranti altrettanti loci della Commedia dantesca. Cosi Gillessen s'inserisce in una "bella scola" davvero di artisti esegeti che vanno dai miniatori quattrocenteschi ai pittori alla stregua di Botticelli, Signorelli, ma anche Rodin, Guttoso, Greco, Dalì e De Chirico. Difatti, a quest'ultimo, Gillessen è stato paragonato per la sua personalità inquieta e la tensione onirica ed anticonvenzionale. Per la sua mole e il bagaglio filosofico-artistico ivi sotteso, per cui Gillessen è stato definito pictor doctus 005 , trattasi di un commento vero e proprio, un'esegesi ragionata che, con un linguaggio a volte di gran lunga più efficace nell'esplorare l'ineffabile insito nella Commedia di quanto non sia il verbo, indaga i penetrali più reconditi del pensiero dell'esule fiorentino.

Ma la compenetrazione dell'estro esegetico-artistico di Gillessen in tanta forma mentis trecentesca non si ferma alla sola tela. L'oeuvre completa invade letteralmente la città. Nella miglior tradizione medioevale, per cui anima in coquina perficitur, Gillessen ha raffigurato, nelle intime viscere ristoratrici della città, il traghettatore Caronte che trasporta una masnada di anime, presumibilmente peccatrici di gola, verso le calde cucine. 006

Lo scopo precipuo di questo articolo è presentare al gran pubblico un assaggio di quella che è l'esegesi gillesseniana della Commedia di Dante. Ovviamente sarebbe un compito assai arduo commentare tutte le tessere di questo commento pittorico, anche se per chi fosse in cerca di illustrazioni in gran parte inedite e veramente innovative per un'eventuale nuova edizione della Commedia, ne varrebbe certamente la pena. Mi si permetta, piuttosto, di creare una silloge, un florilegio per così dire, di quelle che io, non da critico d'arte, bensì da riverente ammiratore del testo dantesco, ritengo siano le opere più salienti.

Gli sforzi di Gillessen lo hanno portato a dare adito ad un corpus di illustrazioni raffiguranti numerosissimi loci della Divina Commedia. Come vedremo in questa pur scarna cernita, detti sforzi adottano frequentemente la medesima poetica rielaboratrice di Dante nei confronti delle fonti antiche, spesso, però, usate in riferimento alla contemporaneità. Come esegesi ragionata della Comedia, in più di un luogo abbiamo constatato come il pennello pervigile di Gillessen abbia voluto scovare allusioni e significati che il più delle volte rimangono soltanto impliciti nel testo dantesco pressoché impossibili a cogliersi se non nei circoli elitistici di lectura Dantis. Il commento pittorico di Gillessen è, quindi, generoso della sua profondità di analisi, un degno compagno di spessore per una nuova edizione prestigiosa ed importante della Comedia di Dante.


Rodney J. Lokaj è nato a Melbourne, Australia nel 1963 dove ha conseguito la prima laurea in italiano e psicologia. Trasferitosi in Italia, ha conseguito il dottorato in letteratura latina discutendo una tesi sulla ripresa da parte di Petrarca di un motivo virgiliano. Attualmente sta effettuando ricerche per la tesi dottorale (Ph.D.) presso l'Università di Edimburgo dove insegna letteratura italiana medioevale. Le sue pubblicazioni sono comparse in riviste specializzate sia in Italia che all'estero, fra cui Il Veltro e L'Alighieri. Ha presentato relazioni presso conferenze internazionali in Inghilterra, Germania e Italia.


001Altri la presenta come quarta, vedi Tommaso Valenti, La Tipografia di Trevi e i suoi incunabuli, Accademie e Biblioteche d`Italia, Anno V, n. 6, 1933, XI, Biblioteca d`Arte Editrice, Roma.
002La Divina Commedia fu stampata a Foligno nel 1492 sul modello del codice Lolliniano della Biblioteca del Seminario di Belluno. La copia folignate è ora custodita nella Biblioteca Angelica di Roma.
003Il Perdono è custodito presso la Biblioteca Alessandrina di Roma, Incunabuli p.53 con l`incipit "Quomodo beatus franciscus petivit a christo indulgentiam pro ecclesia sancte marie de angelis." Vedi Valenti, op. cit., pp. 8, 12.
004Vedasi, ad esempio, il Catalogo della Mostra organizzata dalla Deutsche Bibliothek, Goethe Institut, dic. 1977, sotto gli auspici della Società Dante Alighieri, nonché Arte Club Anno XIX, maggio-giugno 1978, p. 20.
005Questa è la definizione di Herma Bashir Hecht, storica dell'arte e presidente della Biblioteca dantesca germanica, autrice di vari saggi su Gillessen, ne' L'Assoluto e L'Archetipo, Il Circolo di Lettura di Trevi, 1997, p. l2.
006Nelle sale interne e cucina del Ristorante Maggiolini in via San Francesco a Trevi

Presentazione
Dante perduto nella selva oscura (Inferno, I)
Dante - seguace ed incarnato di Cristo (Inferno, I)
L'arrivo di Caronte (Inferno, III)
Il Nobile Castello del Limbo e il suo interno (Inferno, IV)
Minosse tremendo (Inferno, V)
I lussuriosi Guido Guinizelli e Arnaut Daniel (Purgatorio, XXVI)
Anime del girone degli invidiosi (Purgatorio, XIII)
Il cielo di Mercurio - gli spiriti operosi (Paradiso, V-VI)
Invettiva di san Benedetto da Norcia (Paradiso, XXII)
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